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Dopo la rabbia e la frustrazione

Che comunque sono a livelli non indifferenti.

Per me non era una riforma perfetta, ma una riforma che avrebbe portato avanti il Paese, superando una serie di anacronismi e disfunzionalitá.

Ha vinto il No, o meglio ha perso Renzi: l’allin da giocatore di poker ha funzionato all’inizio, ma si é rivelato perdente alla fine. Giocare sullo stesso terreno dei cinque stelle: io contro tutti. Alla fine hanno vinto i tutti.

Quale reazione? Abbiamo quello che ci meritiamo, adesso godetevi il governo 5 stelle, #teamasteroide. Inizialmente anche la mia: sapete cosa ? Se é questo quello che voialtri volete, tenetevelo, sono io che me ne vado.

Ma poi un po’ oltre: come siamo arrivati dove siamo? In Italia, come in Francia, Germania, Inghilterra. Cosa é andato storto?

Un centrosinistra che evidentemente non sa piú parlare all’elettore medio.

Elettore medio che decide di far saltare il tavolo, premiando soluzioni semplici a problemi difficili, votando contro dei nemici ben precisi, con una faccia ad un nome: Renzi, Merkel, immigrati. Colpa degli elettori stupidi? No,  colpa di chi li ha ignorati questi elettori per tanto tempo.

Un dibattito politico che dall’inizio della crisi si é andato esasperando: dentro vs fuori, pro vs contro, Europa vs no Europa, centro vs periferia, vincitori vs sconfitti. Un centrosinistra cosí distante dai cittadini: una elite autoreferenziale con una percezione distorta della realtá. Partiti tradizionali incapaci di dare risposte al ceto medio insoddisfatto e frustrato. E quindi facciamo saltare il tavolo. Renzi a casa.

Renzi che peró rappresenta una grandissima occasione sprecata. Solo due anni fa, il consenso per Renzi era trasversale ed era anche lui a porsi da « anti sistema », era lui che voleva rottamare il PD: incanalare la rabbia dell’elettore medio in qualcosa di costruttivo e progressista. Geniale. Poi qualcosa si é inceppato: il governo con Berlusconi, il patto del Nazareno, il Paese che non cresceva, l’arroganza, la personalizzazione del dibattito politico. Ed é andata a finire cosí: il No ha stravinto al Sud, nelle cittá con tassi di disoccupazione piú alti, ha stravinto tra gli under 34.

Non colpa dei 5 stelle, o dei « populisti », ma di chi non ha saputo parlare ad una grande fetta della popolazione.

Pare che alla fine, quello che il PD dovrá fare nei prossimi tempi sará proprio il famigerato ripartire dal territorio. Ripartire dal ceto medio impoverito, dai disoccupati, dai giovani. Da chi negli ultimi anni non ha fatto altro che perdere e non si é sentito ascoltato da Renzi.

Ps: Un abbraccio va poi all’elite alto borghese, all’aristocrazia di sinistra che si compiace per la vittoria del No: tra uno spritz ed un altro, avrá modo di apprezzare anche i prossimi governi Di Maio, Di Battista, o Salvini, ne sono certo. La ricerca della purezza richiede esercizio: i compagni di Cashemere e martello sapranno trovare nuovi salotti in cui dibattere di come difendere la Costituzione piú bella del mondo. Sento giá dei latrati in lontananza, sempre piú forti, che si lamentano delle dimissioni di Renzi, della resurrezione di Berlusconi e della centralitá di Salvini: compagni, la vostra lungimiranza mi commuove.

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