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Fluctuat nec mergitur

Venerdì pomeriggio, tanta gente per strada, l’aria festosa del Vendredi soir, usciti dal lavoro, una birra o due mentre in TV passano Francia-Germania.

Venerdì sera, qualche ora dopo, strade vuote, luci spente, negozi chiusi. Solo il suono delle sirene per strada. Taxi occupati, gente che corre. Una bicicletta da Grands Boulevards per tornare a casa.

Questa volta è diverso.

“Cerca di fare attenzione e stare al sicuro”. Attenzione a cosa? Cosa evitare e cosa no? Come capire dove sta il pericolo? Non prendo la metro ma prendo il bus? Perché quest’ultimo dovrebbe essere più sicuro?

Il senso di impotenza è più grande del Gennaio scorso.

Rendersi conto che nei prossimi mesi la vita in questa città non sarà più libera e spensierata, è questa la cosa che fa più male. Cercheremo di continuare a vivere come prima, ma ci riusciremo?

Gli attacchi hanno preso di mira uno stadio, una sala concerti, dei bar. Al Bataclan o davanti lo Stade de France potevamo esserci noi, nostri amici, parenti.

Un attacco senza precedenti, che lascia una ferita profonda al cuore di Parigi e di chi a Parigi vive ogni giorno.

Ci sono momenti in cui bisogna solo fare silenzio e rispettare chi ha subito e vissuto un attacco così atroce. Ci sarà spazio più avanti per i vari “e allora quello che succede ogni giorno a «nome di città qualsiasi in Africa/Medio Oriente»?”. Semplicemente non é questo il momento. Non é il momento dei “mi dispiace per Parigi, però certo a Beirut/Damasco/Gaza”. No. Adesso silenzio e rispetto. E basta.

Una cosa però è certa: Parigi saprà reagire. Come ha dimostrato in altri momenti difficili, il popolo francese non si lascia piegare facilmente.

«Aux armes, citoyens..». Torneremo a passeggiare nel Marais, a fare pic-nic al jardin du Luxembourg, a bere un bicchiere sul Canal saint Martin.

«Formez vos bataillons..». Torneremo a manifestare a République, a chiacchierare su un quai, a meravigliarci della bellezza di questa città.

«Marchons, marchons». E torneremo a mangiare al Petit Cambodge, ad ascoltare un concerto al Bataclan e vedere una partita allo Stade de France.

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