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Forever a loan

Un precedente non da poco: d’ora in poi ogni singolo accordo europeo, o anche solo bozza, potrà essere soggetto a referendum nazionale. Quello che viene da chiedersi adesso è come farà Tsipras a firmare un qualsiasi futuro accordo con la Troika: sulla base di che cosa un nuovo accordo sarà diverso, migliore e quindi “tollerabile” rispetto alla bozza a cui il popolo greco ha detto di no? Tsipras farà un referendum anche sulle nuove bozze di accordo o no? Se no, perché?

E poi dico, se il pescatore di Salonicco ha tutto il diritto di dire di no ad una bozza di accordo tra il suo paese ed i creditori internazionali, allora l’operaio di Dusseldorf, il panettiere di Saint Michel o il venditore ambulante di Ballarò non hanno lo stesso diritto di esprimersi sul se e a quali condizioni consentire al proprio paese di prestare soldi alla Grecia? O la democrazia è un istituto che appartiene solo e soltanto alla penisola ellenica dal VI secolo a.c.?

La Troika o Brussels Group: i demoni dell’austerity. Ed io che pensavo che il concetto secondo cui il creditore richieda delle garanzie sul fatto che il debitore ripaghi non fosse poi così recente. E invece no: quello che vogliamo è che il creditore i soldi ce li dia e a tassi convenienti. Poi decidiamo noi se/come/quando ripagarli.

Ci sono voluti anni e anni di teorie economiche e delle relazioni internazionali per elaborare un concetto così innovativo e democratico.

Forever a loan

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