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Perseveranza

Che poi uno si sbatte di qua e di là, ogni tanto si ferma e si chiede se non abbia sbagliato tutto. I risultati tardano ad arrivare e allora “ne valeva davvero la pena?”.

Poi un giorno la ruota gira e fa 360 gradi pieni. Non fortuna, ma perseveranza.

Mentre in Parlamento si parla di articolo 18 e Jobs Act, la flessibilità esiste già: siamo noi, gli under 30. Flessibilità vuol dire correre senza sapere dov’è il traguardo, ma anche incontrare tante persone e opportunità lungo il percorso. Una condizione instabile, insicura, stressante. E la possibilità di crescere e costruirsi interamente il proprio futuro.

L’importante è correre. Non correre per correre, ma correre verso una meta, lasciandosi affascinare dalle occasioni che si incontrano lungo la strada. Perché volenti o nolenti è il mondo che ci chiede di correre, molto più di quanto non lo chiedesse ai nostri genitori.

E se corriamo con perseveranza il paesaggio attorno a noi non sarà sempre buio e desolante.

“‘Cause tramps like us..”

 

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Il tacito tumulto della UIL

“Blocchiamo il paese per farlo ripartire” dice Carmelo Barbagallo, segretario della UIL, nel corso dello sciopero generale di oggi.

E aggiunge:

Tagliamo le ali a un aereo per farlo rivolare.

Affondiamo una barca per farla risalpare.

Fermiamo i pendolari per farli rilavorare.

Arrestiamo il sistema per farlo riattivare.

Distruggiamo una strada per farla riasfaltare.

Chiudiamo una porta per farla spalancare.

Occupiamo le fabbriche per farle riaprire.

UIL
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C’eri quasi, Matteo

Ultimo cavaliere delle terre di là del Po, eri riuscito a portare dalla tua anche il consenso di Roma ladrona e del sud fannullone. Eri un puro sangue, un cavallo di razza.

Sembrava che racchiudessi in te tutte le virtù di cui ha bisogno un uomo politico per poter avere successo: parlavi alla pancia dell’elettorato, incitavi le folle, mettevi sotto con la macchina qualche fattone dei centri sociali.

Rom, clandestini, europa delle banche, lobby gay e massoneria tremavano tutti al grido del tuo nome.

Eri affascinante, Matteo Salvini. E quella barbetta incolta sembrava capace di parlare alla casalinga cinquantenne lombarda come a quella campana. L’odore di birra e la puzza di fumo completavano la tua immagine, donandole quell’ultimo tocco di mascolinità di cui aveva bisogno.

Poi la copertina di Oggi e la foto in versione integrale*.

Ci hai profondamente deluso, Matteo.

Ormai la tua virtù è corrotta: la lobby gay è riuscita a violare la tua nordica purezza, il sangue contaminato degli immigrati clandestini circola ormai nel tuo corpo.

Peccato, Matthew. C’eri quasi.

 

IMG_5175.PNG

*sarebbe stato meraviglioso fosse stato vero :’)

Fonte della foto: Quink (@Quinkit, twitter)

 

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