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Ragazzo, fratello, figlio ma non cittadino

“Tutti assolti, come è giusto che sia. In questo Paese bisogna finirla di scaricare sui servitori dello Stato le responsabilità dei singoli, di chi abusa di alcol e droghe, di chi vive al limite della legalità. Se uno ha disprezzo per la propria condizione di salute, se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze. Senza che siano altri, medici, infermieri o poliziotti in questo caso, ad essere puniti per colpe non proprie”.

Arriva l’assoluzione in appello per tutti gli imputati del processo Cucchi, ed è questo il comunicato di Gianni Tonelli, segretario generale del sindacato di polizia Sap.

Insomma: Stefano Cucchi, te la sei andata a cercare. Eri un drogato, conducevi una vita dissoluta e hai avuto quello che ti meritavi.

Probabilmente i lividi e le lesioni vertebrali te li sei fatti cadendo dalle scale, sotto l’effetto di qualche droga.

E le bruciature di sigaretta chissà come te le sei procurate: vai a capire tu cosa passa per la testa di un tossicodipendente.

E’ vero: hai perso dieci chili in sei giorni e ti hanno trovato disidratato. Ma di nuovo: eri un drogato, un emarginato, un malato: probabilmente sei stato tu ad autoinfliggerti tutto questo.

Stefano Cucchi: ragazzo, fratello, figlio. Ma non cittadino. O almeno, non cittadino di serie A. Cittadino di serie B forse: uno di quegli emarginati che solitamente scompaiono così, senza troppo clamore.

E’ che stavolta quella caduta dalle scale ha fatto più rumore del solito.

 

Le sentenze si rispettano sempre. Ma a volte si prova anche un indescrivibile senso di vergogna.

Cucchi

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#Beppeseiuncazzaro

“Se versate duemila euro, io devolverò quei soldi ai genovesi e in cambio mi farò intervistare, quando e dove volete” diceva Beppe.

Detto fatto: 2000 euro raccolti tra gli ascoltatori di Radio Capital e versati sul conto corrente di Mr Grillo otto giorni fa. Ma Beppe col cavolo che si presenta agli studi di Radio Capital.

Cosa sara’ successo a Mr Movimento per essere costretto a venir meno alla parola data? In rete circolano una serie di ipotesi:

Si sara’ offeso perche’ il bonifico e’ avvenuto in euro e non in lire?

Renzie gli avra’ bucato le gomme della macchina?

Sara’ rimasto in casa per paura dell’Ebola?

Avra’ messo in scena un remake del capolavoro cinematografico “Prendi i soldi e scappa”?

Non si sara’ presentato perche’ Radio Capital e’ una radio della ka$ta?

O piu’ semplicemente: #Beppeseiuncazzaro?

 

E soprattutto: dove sono finiti i $oldi??!!11!!!

 

beppe cazzaro

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Insopportabilia

Un negozio in centro a Milano

Un negozio in centro a Milano. La vetrina è accattivante: belle gonne e maglioni color pastello. Si sente la musica da fuori: è Battiato. Come resistere? Entriamo a dare un’occhiata.

La taglia più grande che si trova in giro per il negozio: la 40. Ma la stragrande maggioranza dei vestiti starebbe al massimo ad una bambina di 12 anni. Eppure le ragazze dentro al negozio sono evidentemente ventenni.

Messaggio: la normalità a 20 anni è pesare quanto una dodicenne.

Vera o pretesa normalità?
Diffusione della bellezza o promozione del malessere?
Moda o istigazione al suicidio?

 

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Macchietta nera

Robert Iwaszkiewicz, per gli amici Roby, è un deputato polacco al Parlamento Europeo.

Roby è un moderato, un uomo giusto: tempo fa si diceva convinto della necessità di qualche ceffone ben assestato per rimettere in riga le proprie donne e farle tornare coi piedi per terra. Cioè, quando ci vuole ci vuole, no? Come dargli torto?

E Hitler alla fine non era così male, dice Robert: durante il terzo Reich le tasse in Polonia erano ben più basse che ora. E poi dai, secondo me il buon Adolfo non era nemmeno a conoscenza dell’Olocausto, suvvia.

Roby è fatto così: è un moderato, un amante delle donne, un uomo di cultura. Un altruista, sempre pronto a dare una mano.

A Strasburgo il gruppo Efdd, che in seguito all’uscita della lettone Iveta Grigule pareva destinato allo scioglimento, sopravvive grazie a Robert Iwaszkiewicz.

Farage è sprizzante di gioia: quale miglior compagno del polacco Robert per rendere le serate a Strasburgo un po’ più divertenti, tra cacce al musulmano, divertenti scorribande contro i figli di David e bricconate varie?

E Peppe? Cosa dice Peppe?

Peppe dice che che “chi entra in Italia con i barconi deve essere identificato, i profughi vanno accolti, gli altri, i ‘clandestini’ rispediti da dove venivano”. Finalmente! Grazie Peppe! Stavi cominciando a lasciare troppo spazio a Salvini sull’immigrazione, ed era da un po’ che non ti si vedeva attivo come una volta. Temevo ti stessi affievolendo, e che con te il movimento stesse perdendo terreno. E invece no: stavi solo pianificando la mossa successiva. Sono felice di questa decisa presa di posizione, Peppe. Sento già che il movimento assume una nuova dimensione e prende una nuova direzione. Ed assomiglia sempre più ad una densa, nera macchietta.

 

PS @ amici che “prima votavo a sinistra, poi mi sono rotto e ho votato 5 stelle”: vi servono altre dimostrazioni?

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Insopportabilia

A Palermo fa caldo

Su una cosa siamo d’accordo: lamentarsi e’ una cosa meravigliosa. Che bello compiangersi quando tutto va storto e la vita non ci sorride.

Studiare fuori Palermo invece e’ una cosa tremenda. Costretti, forzati dai nostri genitori ad inoltrarci in selve oscure e uggiose, quando potremmo restare a casa a farci coccolare e godere del bel tempo.

La scoperta degli ultimi giorni e’ che a Palermo fa un caldo micidiale: 35 gradi ieri, il 14 Ottobre. E via alle lagne da Roma, Milano, Parigi, Londra. Che schifo la vita quando sono qui sotto la Tour Eiffel a lavorare mentre fuori piove e a Palermo si va al mare. Che schifo la vita quando sono chiuso in biblioteca a Roma, Milano, Parigi mentre fuori piove e a Palermo fa caldo e si va al mare.

Che vita e’ quella di chi studia in alcune delle migliori universita’ italiane, quando invece potrebbe stare a Palermo a prendere il sole e fare il bagno il 14 Ottobre?

Ridiamo importanza a cio’ che davvero importa, ribelliamoci alla vita e alle costrizioni dei nostri genitori: torniamo a Palermo e andiamo al mare a Ottobre. E’ quella la vera felicita’.

Ma poi un dubbio mi assale: per esempio, lamentarsi del brutto tempo di Roma, Milano, Parigi, Londra mentre si sta studiando/lavorando in contesti di alto livello, e rimpiangere Palermo perche’ li invece ci sono sole e 35 gradi, non e’ uno schiaffo a chi invece da Palermo vorrebbe spostarsi ma non puo’ e il 14 Ottobre, piuttosto che andare al mare, preferirebbe studiare o lavorare a Roma, Milano, Parigi, Londra?

Pasquetta: sole a caldo a Palermo, primi bagni a Mondello

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