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L’opposizione è mia e la gestisco io

Stallo in Parlamento per la riforma del Senato.

Poi arriva Vannino Chiti, dissidente del PD, che apre ad una riduzione degli emendamenti purché il voto sul testo finale arrivi a Settembre. “La proposta che faccio è di non disperdersi in migliaia di emendamenti ma diconcentrare il tempo a disposizione prima dell’8 agosto per illustrare le varie posizioni sulla base degli emendamenti fondamentali, quindi discuterne con i relatori e il governo e procedere a votarli”. Ovvero una proposta sensata e ragionevole, e che ha trovato il consenso di tutto il PD, Forza Italia, Scelta Civica, Ncd.

No alla mediazione da Lega, 5 stelle e Sel. I leghisti sono pronti a saltare le vacanze estive per discutere gli 8000 emendamenti, i 5 stelle non riescono a trovare la parola “mediazione” nel loro vocabolario (nonostante sia proprio di fianco al termine da loro usato più a sproposito di tutti, “democrazia”).

E Sel? Cosa dice Sel, che ha presentato 5900 emendamenti?

Sel dice che vuole entrare nel merito della questione, e che non è interessata al tipo di mediazione proposta da Chiti. E che Renzi usa il “principio della clava” piuttosto che quello di maggioranza, che c’è una svolta autoritaria e illiberale, che la nostra Costituzione è la più bella del mondo quindi guai a toccarla, che la minoranza deve fare ostruzionismo e la maggioranza deve starle appresso. E a seguire tutti gli altri luoghi comuni tipici di chi alla ben più semplice e grezza arte del compromesso politico preferisce quella della opposizione permanente.

Aspettiamo tutti con ansia il prossimo congresso in cui intellettuali, musicisti e grandi studiosi elogino la bellezza della nostra Costituzione e condannino il tentativo antidemocratico di chi vuole riformare il Senato.

Sempre gli stessi discorsi, sempre allo stesso punto della discussione, a fare il gioco dei puri contro i corrotti, dei profondi contro i superficiali. Le parole di chi discute perennemente più per dimostrare la propria eloquenza piuttosto che per cambiare qualcosa, di chi in passato lamentava la lentezza del processo legislativo, ma che di fronte alla proposta di riforma del Senato grida al colpo di Stato.

Vannino Chiti ha proposto di mettere da parte l’ostruzionismo e di discutere sugli emendamenti principali, e il governo si è espresso favorevolmente. Dunque la si smetta di fare il gioco della minoranza bistrattata, messa da parte e mai presa in considerazione. Basta col giochetto delle prime donne.

Chi siede in Parlamento ha il dovere di affrontare seriamente la discussione sulla riforma del Senato. Per gli aperitivi, le chiacchiere e le lagne ci sono posti più adatti.

Sel senato

 

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