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La pornografia delle carni maciullate dalla guerra

“Mi pare che l’abuso delle immagini di crani fracassati da cui fuoriesce materia grigia stia creando una saturazione compiaciuta. E la gara a chi trova la foto scoop non abbassi sostanzialmente di un millimetro la ferocia della guerra. Poi, restando nella metafora comparativa, io, alla pornografia classica, preferisco di gran lunga l’eros. Che non necessariamente mostra i genitali concitati.

A me sconvolge l’idea che un bambino possa essere graffiato, figuriamoci poi se viene spappolato. Però, mostrarmelo in un crescendo di compiacimento truculento, mi ottunde, mi annichilisce.

Mi pare un sorta di metodo Ludovico, quello con cui cercano di “normalizzare” Alex di Arancia Meccanica, costringendolo a vedere cose mostruose simili a quelle che lui ha consumato e condite da cose a lui care. C’è una differenza però: io non sono psicopatico e manco sociopatico. A me basta sapere che la guerra è guerra: la vetrina didascalica delle carni disintegrate è retorica estetizzante, per me non più sopportabile.

E c’è di più: io non sono minimamente responsabile di quell’orrore.”

“Tra la pornografia delle carni maciullate dalla guerra e la pornografia delle cosce divaricate, meglio la seconda.”

Dalla pagina Facebook di Gianni Allegra. Concordo pienamente.

pornografia

Foto: Mohammed Salem, Reuters/Contrasto. Ripresa da internazionale.it

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