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Tanto gentile e tanto onesta

Ecco a voi la splendida storia di una contessina e della sua vittoria morale nei confronti di un uomo che, fingendosi paladino di religione e carità, si è rivelato essere niente altro che un bruto ed un corrotto. A raccontarla è la protagonista stessa della storia, Beatrice Borromeo, sulla sua bacheca Facebook.
Si tratta di una storia vera*.

Ecco di seguito il testo integrale: è fortemente consigliato munirsi di Kleenex.

«Non avrei mai e poi mai pensato di farlo ma è successo: ho tirato fuori la mia parentela con San Carlo e tutti i legami che la mia famiglia ha con la Chiesa. Name dropping a manetta. E no, non sono impazzita.

La scena: durante il trasloco trovo tre cuscini un po’ rovinati, vedo un barbone che sta sull’asfalto, sotto una pianta che lo nasconde, e glieli porto. Mi giro e c’è un prete che mi fotografa con l’Ipad mini (ultimo modello) e scuote la testa guardandomi con sdegno.

Mi avvicino e il padre mi sgrida: “E’ per colpa di quelli come te che la città è piena di questi schifosi!”.

“Scusi?”” – mi viene da ridere ma resto seria – “non è un prete lei?”.

“Sì, ma mi trovo sta gente all’entrata della chiesa, lcd li ho intorno tutto il tempo, sporchi e puzzolenti”.

Io: “Com’è caritatevole lei! Forse potrebbe farli dormire in Chiesa, invece che infastidirsi perché li vede fuori”.

Lui: “E’ questo che la gente come te non capisce. La Chiesa deve portare la salvezza spirituale, non il pane ai poveri. Che la Chiesa debba aiutare sti schifosi è una follia che pensano solo quelli come te”.

Io: “Magari se aiutaste un po’ di più loro, invece che comprarvi I pad (che aveva nella mano destra), I-phone (mano sinistra), o a proteggere i preti pedofili, sareste un po’ meno detestati.

Lui: “Si vede che non capisci niente di Chiesa”.

Ho provato a resistere ma a quel punto ci stava troppo bene: “San Carlo, mio antenato, ha donato tutto ai poveri. O era scemo lui o sei te che hai sbagliato lavoro”.

Vagamente imbarazzato, il prete, andandosene, ha risposto: “E allora tieniteli, questi schifosi, se ti piacciono tanto”».

Ci hanno abituati a credere che lezioni morali di questa portata possono verificarsi solo nelle fiabe. Ebbene: così non è.

Che la storia della contessina e del frate serva da lezione ai cinici, ai nervosi ed ai velenosi, e li renda meno brutali e mostruosi.

Che questa storia sia di conforto per chi, piccolo sognatore o piccola sognatrice, di fronte alla frustrazione causata da una favola mai realizzata nella realtà, ha pensato di non avere mai vissuto: costui o costei non disperi, e ricominci ad attendere la propria contessina, che renderà la vita più meravigliosa e comoda attraverso il dono di tre cuscini.

Grazie al tuo cuore grande e generoso, Beatrice Borromeo, oggi impariamo tutto questo.

*ricordiamo che, nel caso specifico, il concetto di “verità” è quantomeno opinabile e tutt’ora oggetto di dibattito scientifico.

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