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Scettico sull’euroscettico

Ci ha provato fino a ieri sera Marine Le Pen, ma niente, missione fallita: il secondo gruppo euroscettico al Parlamento Europeo, di cui doveva far parte anche la nostra Lega Nord, non si formerà, almeno per ora.

Splash, un buco nell’acqua. Che peccato.

Le trattative duravano da più di un mese, ed era sembrato che la Le Pen, forte dello storico successo in Francia, potesse riuscire nell’intento di unire le destre. Decisiva per il flop dell’opera di bene la defezione del Movimento Nazionalista bulgaro.

 

Ma vero motivo del fallimento sarebbero in realtà i diversi momenti di tensione tra i diversi partiti, dovuti ad incolmabili distanze ideologiche.

Di seguito le questioni più scottanti.

 

1) L’attrito tra gli olandesi del Partito della Libertà ed i polacchi del Congresso della Nuova Destra. Oggetto del contendere: Islam e Musulmani.

Il leader olandese Geert Wilders, durante un simposio con il leader polacco Janusz Korwin-Mikke, avrebbe affermato che il principio fondante del gruppo al Parlamento Europeo sarebbe dovuto essere, come più volte affermato, “non odiare i Musulmani. Odiare l’Islam”.

Il polacco, sentendosi offeso dato che lui i Musulmani li odia eccome, avrebbe accusato: “Sei un moderato”. Momenti di tensione tra i due.

La questione sarebbe stata superata soltanto grazie ad un passante che avrebbe gridato da lontano “un negro!”. E tutti a rincorrere l’uomo nero.

2) I crescenti sospetti tra gli austriaci del Partito della Libertà ed i belgi di Vlaams Belang. Oggetto della discussione: un inserviente dell’hotel, o presunto tale. Mulatto.

Dopo un negoziato non andato a buon fine con i belgi, il leader del Partito della Libertà sarebbe tornato in albergo, trovando un inserviente mulatto a rifare il letto della sua camera. Sospettando si trattasse di una spia belga, il leader austriaco lo avrebbe legato ad una sedia, giurando vendetta ai traditori di Vlaams Belang.

L’alta tensione sarebbe stata superata soltanto quando, lanciando uno sguardo fuori dalla finestra, l’inserviente mulatto avrebbe gridato “un negro!”. A quel punto, non resistendo alla tentazione, il leader austriaco sarebbe corso giù all’inseguimento dell’uomo nero.

3) Dibattito filosofico tra Borghezio e Marine Le Pen. Oggetto della disputa: la purezza della razza.

Borghezio, forte della elezione ottenuta contro tutto e contro tutti, si sarebbe dato, nelle scorse settimane, agli studi filosofici. E, avendo trovato in Marine Le Pen una intellettuale stimolante e preparata, avrebbe iniziato un dibattito con la leader francese sulla purezza della razza, argomentando che “le razze non sono tutte uguali” e che “i meticci sono un obbrobrio proprio perché inquinano la differenza tra le razze”. La Le Pen, d’accordo con il leghista, ma provando ad accendere la discussione, avrebbe risposto che “sì, siamo d’accordo. Tuttavia non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”. Borghezio, sentendosi provocato, avrebbe controbattuto: “in realtà non è bello ciò che è bello, ma che bello che bello che bello”.

A quel punto sarebbe calato il freddo tra i due, superato soltanto grazie all’improvviso grido giunto da dietro gli spalti: “un negro!”. E di corsa tutti a catturarlo.

 

A causa di tutte queste tensioni i negoziati sarebbero falliti.

Ma forse Front National, Lega Nord e compagnia bella troveranno un ambiente migliore tra i non iscritti, insieme ad Alba Dorata, ai neonazisti di Jobbik ed altre splendide persone.

Scettico degli euroscettici

 

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