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Silvio, che ti è successo?

“Quella per i diritti civili degli omosessuali è una battaglia che in un paese davvero moderno e democratico dovrebbe essere un impegno di tutti” ha dichiarato Berlusconi in occasione del Gay Pride dei giorni scorsi: trolololol.

Sembra un’altra persona il Silvius di Cesano Boscone paragonato a quello dell’Olgettina di qualche anno fa. Irriconoscibile.

Uomo virile, muscoloso, sciupafemmine, conquistador, dove sei finito? Eri un modello per tutti noi cercatori di femmine, e adesso ci cadi dal cuore, ci lasci interdetti (ops). Hai dimenticato così, in un batter d’occhio, qual era il tuo obiettivo primo ed ultimo nei tuoi anni di governo, che tanto ti ha spronato e spinto a fare del bene? Forse la tua mente ha obliato quelle quattro letterine magiche, tuo lume nella strada delle riforme, che rendevano le serate elettrizzanti e le cene eleganti?

Voglio ricordare Berlusconi come quello che era: un vero macho, difensore della famiglia tradizionale, amante del Vangelo e delle quattro lettere di cui sopra.

Ricorderò Silvio Berlusconi come quello che diceva “meglio appassionarsi alle belle ragazze che essere gay” e che era “meglio occuparci di infrastrutture e trasporti che di omosessualità”: questo sì che era un vero uomo. Adesso non resta che una briciola di quella virilità.

 

“A Silvio”, questa è per te.

Silvio, rimembri ancora

quel tempo della tua vita sessuale,

quando virilità splendea

negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,

e tu, lieto e penoso, il limitare

di gioventù (altrui) salivi?

berlusconi gay

 

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Il gatto e il Grillo

Mi è capitato spesso di notare, sulle colonne di questo blog, un vero e proprio accanimento da parte del direttore nei confronti di Grillo e dei 5 stelle. Io non sono d’accordo. Finalmente adesso lui non c’è e posso dire la mia.

Io apprezzo Grillo e il suo modo di fare: è capace di parlare alla pancia dell’elettorato, e per questo lo stimo. A volte mi sembra quasi che si esprima nella mia stessa lingua.

Ho un solo consiglio per lui. E’ necessario adesso concentrare il dibattito pubblico su un altro tema fondamentale e spesso trascurato: i gatti. E chi meglio di Beppe può farlo?

 

Il vicedirettore Miki

 

lawyer-corgi

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Nuove vette

La violenza comunicativa del blog di Beppe Grillo non è un fattore contingente, né qualcosa di incidentale. E’ un elemento strutturale di una chiara strategia comunicativa finalizzata ad esasperare l’odio verso chi la pensa diversamente.

Il giornalista di Repubblica è un raccomandato che non ha mai fatto nulla nella sua vita, il deputato del PD è un colluso, il governatore locale democratico è un corrotto, il Presidente del consiglio un servo delle banche, il Ministro Boschi una che ha fatto carriera chissà come. E si va avanti a semplici ma chiarissime generalizzazioni, perchè è ben più facile dividere il mondo in onesti e disonesti, buoni e cattivi, bianco e nero, piuttosto che imbarcarsi in discorsi elaborati (che non sempre generano consenso).

Che poi però non ci si meravigli di fronte al proliferare di insulti a commento dei post in cui Grillo si scaglia contro il nemico di turno, su Facebook o sul sacro blog: la gogna utilizzata come strumento mediatico è una tattica pensata a tavolino.

L’attacco nei confronti di Tommaso Ciriaco, additato ieri sul grande blog come giornalista del giorno, raggiunge nuove vette di epicità e grandezza.

“Tommaso Ciriaco è un giornalista de La Repubblica, quindi chi lo paga si sa. Chi lo ha messo dentro questa Pravda piddina è invece incerto. Forse per meriti? Quali? Tommaso è calabrese, ma in Calabria non lo conosce nessuno. Pare addirittura che Tommaso non abbia mai lavorato in un giornale locale nella sua regione. In rete è invisibile, a parte un profilo Twitter, non ha un sito, non è reperibile un suo cv. Che ha fatto nella vita?”

“Tommaso non ha alcuna intenzione di fermarsi. L’Italia è un Paese semilibero per la libertà di stampa ma lui se ne frega. Quanti Tommasi ci sono nelle redazioni dei giornali di regime italiani? Tanti, ma non incazzatevi perché una cosa è certa: dureranno poco. Dopo di che dovranno cercarsi un lavoro come milioni di italiani, e di questi tempi non è facile.”

Che poi sarebbe anche una (non troppo) celata minaccia. Ma nel mondo dei buoni contro i cattivi, dei puri contro i corrotti, non c’è spazio per approfondimenti.

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E se Renzi fosse stato di sinistra?

Servo della Merkel, uomo delle banche, dalla parte dei poteri forti, democristiano, eccetera.

Eppure nel frattempo il PD è entrato nel gruppo dei Socialisti europei e, dopo la vittoria delle scorse Europee, l’Unione non sembra più una Germanocrazia. Parte del merito è del PD e di Renzi.

Al vertice UE di questi giorni si discute non solo della nomina del nuovo Presidente, ma anche della direzione che l’Unione prenderà nei prossimi anni. Renzi parla di crescita, di maggiore flessibilità. E la Merkel, dopo una fredda reazione iniziale, sembra aver allentato la presa.

A questo punto una domanda sorge spontanea: e se Renzi fosse stato di sinistra cosa avrebbe fatto?

 

renzi merkel

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Another one bites the dust

Nove giornate di squalifica e quattro mesi di sospensione da tutte le attività calcistiche per Luis Suarez: questa la sanzione stabilita dalla Fifa per il morso a Chiellini nella gara di martedì scorso.

In questi due giorni giocatori e politici uruguaiani non solo hanno difeso a spada tratta il loro giocatore, ma in certi casi addirittura contrattaccato accusando i giornalisti o lo stesso Chiellini. Qui sotto una raccolta delle migliori dichiarazioni.

L’allenatore Tabarez: “Questo è un Mondiale di calcio e non di moralità da quattro soldi. […] Per me e per tutti gli uruguayani ci sono state cose più significativa di questo incidente. […] Se vediamo che verrà attaccato come mi pare stia succedendo vedremo di difenderlo perchè questo è un Mondiale di calcio e non di moralità. In Uruguay si dice che c’è sempre qualcuno nascosto dietro l’albero che aspetta che succeda qualcosa”.

Non è vero niente.

Il presidente dell’Uruguay Mujica: “Io non ho visto Luis Suárez mordere nessuno. Si danno così tanti calci e botte, di solito non è un problema. Noi non abbiamo scelto Suárez per fare il filosofo, per fare il meccanico o per le sue buone maniere. È un giocatore eccellente”.

Non ho visto nulla.

Il capitano, Diego Lugano: “Morso? Io non ho visto morsi e nemmeno voi (i giornalisti, ndr), perché non ce ne sono stati. Quello di oggi è un semplice contrasto di gioco. I segni? Sono vecchie cicatrici, qualunque stupido se ne renderebbe conto. Chiellini ha fatto apposta”.

Gombloddo

Per non parlare di alcuni giornali sportivi locali, che addirittura hanno parlato di fotomontaggio per la foto in cui Chiellini mostra il segno dei denti di Suarez sulla spalla sinistra.

 

Che poi, a dire semplicemente “non abbiamo visto il morso, ma se c’è stato è un gesto da condannare” avrebbero fatto tutti una figura migliore.

Dopo la spalla di Chiellini, a Suarez toccherà mordere la polvere per un po’.

 

Suarez

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