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Charlie, due anni dopo

Due anni dopo gli attentati contro Charlie Hebdo, è l’anno delle elezioni in Francia. Maggio 2017 sembrava una data così lontana nel tempo. Ma eccola qua, a quattro mesi di distanza.

Marine Le Pen ha smesso di fumare e perso qualche chilo, François Fillon, candidato di destra del centrodestra, vince le primarie dei Républicains. Hollande non si ricandida, le primarie dei socialisti vedono in Manuel Valls il candidato più quotato ma anche più legato alla presidenza Hollande e destinato a sconfitta certa. Emmanuel Macron ed il suo “En marche!”, una sorta di partito trasversale progressista e liberal. Insomma, un altro movimento elitario ed autoreferenziale che potrò votare io, ma di certo non gli abitanti delle banlieues.

Due anni dopo Charlie, l’Europa ed il mondo sono cambiati. Per poco non vinceva un nazista in Austria, in Inghilterra c’è un governo nazionalista, in Italia 2017 e 2018 non promettono benissimo. Trump, Erdogan, Putin. E gli attentati terroristici in sé non sconvolgono più: ce li aspettiamo, sappiamo che succederà qualcos’altro nel 2017 e poi nel 2018. Ce ne siamo fatti una ragione.

Due anni dopo Charlie, cos’è che era sto Charlie Hebdo? Aspé che non ricordo, forse un trending topic su Twitter. Gennaio 2015 è lontanissimo nel tempo, ed è normale che la stragrande maggioranza di chi fosse Charlie allora adesso sia critico o semplicemente non gliene freghi più nulla. Charlie nasce per creare scompiglio, Charlie tratta argomenti tabú con sfrontatezza e se ne infischia delle regole del galateo. Charlie fa satira e la satira non piace e non interessa a tutti.

La lezione che ci ha ricordato Charlie Hebdo due anni fa non è che siamo tutti Charlie ed allora via ad abbonarci al giornale. Ma è che la libertá di esprimerci, disegnare e ridere di quel che ci pare vale piú di qualsiasi altra cosa.

Una lezione che abbiamo dimenticato. Cosa abbiamo fatto in questi due anni? Siamo andati a letto presto. Ed il mondo è tornato indietro. Paura, nazionalismo, protezionismo, voglia di costruire muri e barriere, intolleranza. Voglia di uscire ed essere anti.

Charlie sembra quasi fuori posto nel mondo di oggi. La lezione di Charlie appartiene ad un mondo diverso da quello in cui viviamo.

Una lezione da cui però dovremmo ripartire: sapere ridere di se stessi e degli altri, essere sportivi, saper tollerare che qualcuno la pensi diversamente da noi.

Charlie era ed è una lezione di civiltà. Ripartiamo da Charlie.

 

charb

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Dopo la rabbia e la frustrazione

Che comunque sono a livelli non indifferenti.

Per me non era una riforma perfetta, ma una riforma che avrebbe portato avanti il Paese, superando una serie di anacronismi e disfunzionalitá.

Ha vinto il No, o meglio ha perso Renzi: l’allin da giocatore di poker ha funzionato all’inizio, ma si é rivelato perdente alla fine. Giocare sullo stesso terreno dei cinque stelle: io contro tutti. Alla fine hanno vinto i tutti.

Quale reazione? Abbiamo quello che ci meritiamo, adesso godetevi il governo 5 stelle, #teamasteroide. Inizialmente anche la mia: sapete cosa ? Se é questo quello che voialtri volete, tenetevelo, sono io che me ne vado.

Ma poi un po’ oltre: come siamo arrivati dove siamo? In Italia, come in Francia, Germania, Inghilterra. Cosa é andato storto?

Un centrosinistra che evidentemente non sa piú parlare all’elettore medio.

Elettore medio che decide di far saltare il tavolo, premiando soluzioni semplici a problemi difficili, votando contro dei nemici ben precisi, con una faccia ad un nome: Renzi, Merkel, immigrati. Colpa degli elettori stupidi? No,  colpa di chi li ha ignorati questi elettori per tanto tempo.

Un dibattito politico che dall’inizio della crisi si é andato esasperando: dentro vs fuori, pro vs contro, Europa vs no Europa, centro vs periferia, vincitori vs sconfitti. Un centrosinistra cosí distante dai cittadini: una elite autoreferenziale con una percezione distorta della realtá. Partiti tradizionali incapaci di dare risposte al ceto medio insoddisfatto e frustrato. E quindi facciamo saltare il tavolo. Renzi a casa.

Renzi che peró rappresenta una grandissima occasione sprecata. Solo due anni fa, il consenso per Renzi era trasversale ed era anche lui a porsi da « anti sistema », era lui che voleva rottamare il PD: incanalare la rabbia dell’elettore medio in qualcosa di costruttivo e progressista. Geniale. Poi qualcosa si é inceppato: il governo con Berlusconi, il patto del Nazareno, il Paese che non cresceva, l’arroganza, la personalizzazione del dibattito politico. Ed é andata a finire cosí: il No ha stravinto al Sud, nelle cittá con tassi di disoccupazione piú alti, ha stravinto tra gli under 34.

Non colpa dei 5 stelle, o dei « populisti », ma di chi non ha saputo parlare ad una grande fetta della popolazione.

Pare che alla fine, quello che il PD dovrá fare nei prossimi tempi sará proprio il famigerato ripartire dal territorio. Ripartire dal ceto medio impoverito, dai disoccupati, dai giovani. Da chi negli ultimi anni non ha fatto altro che perdere e non si é sentito ascoltato da Renzi.

Ps: Un abbraccio va poi all’elite alto borghese, all’aristocrazia di sinistra che si compiace per la vittoria del No: tra uno spritz ed un altro, avrá modo di apprezzare anche i prossimi governi Di Maio, Di Battista, o Salvini, ne sono certo. La ricerca della purezza richiede esercizio: i compagni di Cashemere e martello sapranno trovare nuovi salotti in cui dibattere di come difendere la Costituzione piú bella del mondo. Sento giá dei latrati in lontananza, sempre piú forti, che si lamentano delle dimissioni di Renzi, della resurrezione di Berlusconi e della centralitá di Salvini: compagni, la vostra lungimiranza mi commuove.

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Vietato scopare

La storia di Tiziana mi ha messo di cattivo umore. Video hard che iniziano a girare su Facebook e Whatsapp, tanto da diventare fuori controllo.

Donne, ma soprattutto uomini, che insultano Tiziana, la deridono. Tiziana che denuncia Facebook e altri social, e il tribunale che le da ragione. Tiziana che si uccide perché non riusciva piú a sopportare la vergogna.

Shame. Shame. Shame.

Ora, in Italia abbiamo un grande grandissimo problema con le donne ed il sesso. Sostanzialmente l’uomo italiano fa l’amore e scopa, mentre la donna puo’ solo fare l’amore, ed anche un po’ di nascosto perché non é bene che una brava signorina faccia queste cose. Vietato scopare.

Mentalitá da anni ’50 e nemmeno.

Benvenuti nell’Italietta borghese, che insulta e deride con la bava alla bocca quello che non puo’ avere.

Cosa diavolo c’é di male in un video porno ? Forse non ne guardiamo tutti ogni giorno a centinaia ? Cosa c’é di male se una donna e un uomo decidono di filmarsi mentre fanno sesso ?

Eh no, Tiziana non avrebbe dovuto farlo. Eh ma certe cose davvero che vergogna, se l’é andata a cercare. Se l’é andata a cercare.

Chi dice cosí parla dall’alto delle proprie virtú morali. E con ogni probabilitá quel video di Tiziana lo guardava e lo riguardava, masturbandosi ogni volta, e bestemmiando perché non c’era lui al posto dell’uomo del video.

Un paese in cui il sesso e la libertá sessuale restano un tabú, se a parlarne o a farlo é una donna. Un paese pieno di uomini per i quali non posso che provare vergogna.

Perché il sesso non é peccato. O meglio, é peccato se non lo fai.

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Cuore e calcestruzzo

È martedì sera, seconda settimana di lavoro: sono stanco. Mr Robot e a letto presto.

Mercoledì mattina, notifiche BBC sul cellulare: “Earthquake kills at least 30 in centre Italy”.

Mercoledì sera, Repubblica: i morti sono almeno 70.

Giovedì mattina: 150.

Giovedì sera: 250.

E stasera? E domenica? E tra un mese?

E fino a quando continueremo a contare?

A queste piagge
Venga colui che d’esaltar con lode
Il nostro stato ha in uso, e vegga quanto
E’ il gener nostro in cura
All’amante natura.

Ma dove finisce la tristezza per una catastrofe naturale imprevedibile e inizia la rabbia per delle case e delle scuole, ufficialmente costruite secondo misure antisismiche, e poi crollate nel giro di qualche minuto?

Non avevamo già pianto sette anni fa e non ci eravamo detti che non bastano le lacrime ad impastare il calcestruzzo? Perché continuiamo a scommettere sulle nostre vite e non facciamo prevenzione, sperando di sfangarla all’italiana anche stavolta?

Poi i vigili del fuoco, la croce rossa, i volontari. Ma chi sono gli eroi? Ho sempre pensato e penso tuttora che esistano solo nei fumetti. Nel mondo reale esistono uomini e donne coraggiosi, pronti a mettere da parte le stronzate della vita di tutti i giorni per salvare una bimba o una anziana sepolta sotto le macerie.

E nel mare di oscenità in cui nuotano social e certi media, quella bambina salvata dopo 16 ore di scavi è come fosse tutta l’umanità.

Lazio, Marche, Umbria: non siete così soli.

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Ma non hai paura?

Dai, stai tranquillo che andrá tutto bene. Tornare a casa, rivedere vecchi amici, perderne alcuni, ritrovarne altri. Quanto tempo! Che fai adesso, cosa studi? Lavori? E dove? Ah, Parigi..vabbé dai, speriamo non succeda piú nulla.

Ora, andare in vacanza significa anche annoiarsi, per esempio affrontando sempre le stesse conversazioni. Non é vero che tutto va bene ed é perfettamente sotto controllo. Parigi é bellissima, ma di sola bellezza, come di solo mare, arancine e sole non si vive. La sicurezza in Francia lascia a desiderare, e l’incompetenza di servizi e polizia francesi fa preoccupare: com’é possibile che un camion sia parcheggiato a lungo dove non potrebbe, e com’ é possibile che possa uccidere cosí tante persone?

François, abbiamo un problema.

Le falle della sicurezza, ma anche l’oggettiva impossibilitá di tenere un paese di 65 milioni di abitanti interamente sotto controllo. Allora paura. Ma paura di cosa ? Paura di prendere la metro, andare a teatro, stare in luoghi pubblici ? No. Evitare il concerto di Springsteen o il Festival Rock en Seine o i Muse live agli Champs de Mars perché qualcosa potrebbe succedere? Nemmeno per idea. Un po’ di sano fatalismo misto a rassegnazione: probabilmente succederá qualcos’altro prima o poi, ma non posso non godermela per questo.

Paura non di saltare in aria durante il concerto di Springsteen, ma di non vedere una soluzione di lungo termine. Di fronte alla crescita esponenziale dei populismi, e dopo feroci attentati che ci hanno ferito nel profondo cerchiamo di razionalizzare. Quale la soluzione? Politiche lungimiranti che mirino ad integrare immigrati e francesi di seconda generazione, che diano loro la possibilità di realizzarsi ed essere felici. Ma le belle parole e intenzioni si scontrano con un panorama politico e sociale che è sempre più fragile. Da mesi tira un’aria sempre più tesa in Francia. I falsi allarmi, le grandi contestazioni e gli scontri tra polizia e manifestanti, un sentimento di nazionalismo che cresce. Risposta inevitabile dopo gli attentati dell’anno scorso, il sentirsi “più francesi”. Ma che ci mette poco a degenerare: mi sento più francese, tu non sei francese, sono meglio di te, vai via. Ed un contesto politico deprimente: il Front National in alto nei sondaggi, un partito socialista incapace di dare risposte a quella parte della popolazione che ne avrebbe più bisogno. E così sembra proprio di essere chiusi in un circolo vizioso, in una profezia che non puo’ far altro che autorealizzarsi: nuovo attentato, nuova paura, incapacità del governo di dare risposte lungimiranti e progressiste, crescita del Front National nei sondaggi. E di nuovo, nuovo attentato, nuova paura. Paura che tutte le nostre certezze e sicurezze crollino sí. Ma non a causa dello straniero, non dell’africano incontrato di notte per strada o del maghrebino sulla metro.

Non a causa di un attentato, non per colpa « loro ». Per colpa nostra: spettatori stanchi e impotenti, testimoni di un declino che abbiamo giá dato per inevitabile. Incapaci di dare una soluzione di lungo termine. Esiste una parte della società che sta male, è infelice e cerca riscatto. Non l’abbiamo vista perchè era ed è lontana dal nostro sguardo, in periferia, nelle banlieues, quasi in un altro mondo.

Non calci nel sedere, ma abbracci.

“Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Più che d’intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e di bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto.”

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